Alle spalle, le candide e aspre pareti del Sasso Lungo e Sasso Piatto; sotto, una distesa sterminata di boschi e prati in fiore: è questo il regno di Peter Sattler, di professione "guardia-mandrie" sull’Alpe di Siusi. "È ormai da quarant’anni che sono quassù", racconta quest’uomo nerboruto dalla pelle incartapecorita dal sole. Anche "quassù", nel frattempo, sono cambiate tante cose. Il suo lavoro, però, è rimasto lo stesso: 350 vitelli e 50 cavalli da accudire su queste montagne da giugno a settembre, facendo in modo che al loro ritiro, in autunno, gli allevatori trovino i capi in forma e ben nutriti. Rozzi scarponi da montagna, pantaloni in pelle alla zuava, un grembiule blu da lavoro e un cappello tirolese: questo, da sempre, il suo "stile" sul lavoro. Eppure, anche lui non saprebbe più fare a meno delle manne della tecnologia moderna, come il cannocchiale o il cellulare, senza le quali anche il suo mestiere sarebbe ormai impensabile.
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